Centro terapeutico per bambini - 05 Ottobre 2015

Settembre e il primo giorno di scuola - seconda parte

Che sia un inizio o un ritorno, la scuola è sempre un tema molto delicato. Ecco la seconda parte del contributo della nostra neuropsicologa che condivido con voi.

Ad un certo punto dell’anno, solitamente verso Natale, durante i colloqui può succedere che le insegnanti dicano ai genitori che il loro bambino fa più fatica dei compagni a leggere e scrivere e parlano di possibile “disturbo di apprendimento” (il termine corretto è: Disturbo Specifico di Apprendimento DSA);  in alcune scuole è prevista la somministrazione di prove per rilevare queste difficoltà (tali prove non sono sufficienti a porre diagnosi, infatti questa viene fatta solo da professionisti del settore attraverso la somministrazione di test specifici).

La diagnosi di D.S.A. (Disturbo Specifico dell’Apprendimento) può spaventare e nello spesso tempo stupire molto. Spaventare perché ci si figura disabilità, incapacità, scarsa intelligenza del proprio figlio e nello stesso tempo può stupire, com’è possibile che il bambino fino ad adesso leader e bravo in tutto abbia dei problemi proprio a scuola?

La risposta da una parte può essere molto semplice: il D.S.A. per sua definizione riguarda bambini con intelligenza nella norma, questo significa che per fare questo tipo di diagnosi è necessario accertarsi che il bambino sia intelligente e solo se i test ci confermano questa condizione si può parlare di Disturbo Specifico dell’Apprendimento.

Si parla di “Specifico” appunto perché riguarda solo la sfera dell’Apprendimento e non altri aspetti dell’intelligenza, proprio per questo motivo risulta difficile capire come un bambino brillante e senza nessun problema faccia così tanta fatica a imparare a leggere e scrivere.

Appunto perché è difficile spiegarselo sia per i genitori che per il bambino stesso, nel caso ci sia un sospetto, è bene fare degli accertamenti.

Tale valutazione può essere fatta non prima della conclusione del secondo anno scolastico, questo perché per parlare di disturbo, bisogna aver lasciato al bambino un tempo adeguato per imparare a leggere e scrivere, questo tempo è stato individuato in due anni di scuola.

Non ha senso anticipare la valutazione.

Ci sono bambini molto diversi tra loro e diversi saranno anche i tempi in cui vengono acquisite le competenze , un bambino può amare molto l’acqua e diventare in breve tempo un bravo nuotatore, mentre un altro può impiegarci più tempo, senza che questo implichi che abbia qualche disturbo di coordinazione.

È quindi possibile che un bambino sia semplicemente un po’ in ritardo, ma che non abbia un vero e proprio disturbo, quindi con calma e aiutandolo senza troppa preoccupazione si raccolgono i miglioramenti (che ci sono sempre) nei primi due anni di attività scolastica. Se al termine di questo lasso di tempo permangono le difficoltà allora è bene fare delle verifiche per aiutare il bambino ad affrontare la scuola con meno fatica e con meno ansia.

Infatti se è difficile capire il significato di D.S.A. per un genitore lo è ancora di più per un bambino che si ritrova inspiegabilmente a fare molta fatica in una cosa che per i compagni appare più semplice.

La valutazione (svolta da neuropsicologo o neuropsichiatra infantile con formazione specifica) che porterà o meno ad una diagnosi prevede di sottoporre il bambino ad alcuni test pensati appositamente per i bambini!

Questo vuol dire che attraverso “giochi” si valuta attenzione, memoria, capacità visuo-spaziali e molto altro, oltre alla lettura e scrittura. Questa visita è impegnativa, ma non si richiede al bambino nulla di più di quanto è normale per un bambino della sua età.

Finito di analizzare i diversi aspetti, si potrà arrivare ad una diagnosi o meno. Nel primo caso è possibile che venga consigliato alla famiglia di iniziare un trattamento logopedico attraverso il quale verrà ampliato il bagaglio di strumenti a disposizione del bambino per affrontare al meglio le difficoltà che ha incontrato a scuola.

Se i dati raccolti dallo specialista non dovessero portare ad una diagnosi conclamata è bene chiedersi: perché si è arrivati ad una valutazione? È possibile che il bambino abbia difficoltà molto sfumate, anche in questo caso un ciclo breve di trattamento logopedico può essere utile al bambino a rafforzare e sedimentare le sue conoscenze e soprattutto a diminuire l’ansia nell’affrontare la scuola che a lungo termine potrebbe essere molto dannosa.

Da leggere: Settembre e il primo giorno di scuola - prima parte.

Annarosa

 

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ABOUT THE BLOGGER

Medico chirurgo specialista in neuropsichiatria infantile lavora da15 anni nell'ambito della riabilitazione pediatrica. Da un anno è Direttore Sanitario di Antoniano Insieme, Centro di riabilitazione che si occupa di bambini con diversi tipi di fragilità, per sostenere il loro percorso di crescita e il raggiungimento della massima autonomia possibile.

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