Povertà: i 4 passi - 21 Ottobre 2015

Il viaggio attraverso le mense francescane d'Italia: Catanzaro

Il mio viaggio tra le mense francescane d'Italia inizia da Catanzaro.

Le mie giornate importanti ultimamente iniziano sempre all'alba. Ore 6 aereo per Catanzaro. Che posto meraviglioso la Calabria, vado a conoscere fr. Umberto e la mensa di Sant'Antonio.

Fr. Umberto è un uomo tutto fare: va a fare la spesa, prepara il pranzo per i frati, accoglie i volontari, aiuta gli operai a montare le finestre della chiesa... E nel frattempo ci racconta che la loro mensa è un posto speciale. Mi dice: "abbiamo oltre 40 volontari e non è facile in una città in cui la maggior parte delle persone che si propongono per il volontariato in realtà sperano di essere pagate. Catanzaro è una città in cui crisi sociale, povertà e immigrazione si fanno sentire".

Quando arrivo in città il sole è caldo, come i sorrisi di Tonina, Franca, Caterina, Mirella, alcune tra le volontarie che ogni giorno si alternano per preparare i pasti, servire in tavola, ditribuire vestiti.

Ma ahimè, per un caso sfortunato, o forse fortunato, la maggior parte dei volontari devono andare via alle 12 e Tonina rimarrà sola a preparare la tavola e a servire. Caso fortunato perché dà l'occasione a me e Marco di dare una mano e di metterci alla prova. Ed eccoci insieme ad impiattare, porzionare, lavare pentoloni, girare le polpette, tagliare pane!

E dopo neanche 20 minuti arrivano per caso altri 5 volontari...
Ho sentito tanto parlare di provvidenza, dalle volontarie della mattina, da fr. Umberto, dai volontari del servizio medico, dai volontari del servizio di consulenza legale... Sembra che questa mensa vada avanti a colpi di provvidenza. In realtà sono sicura che siano i volontari a dare vita alla "provvidenza", perché sono una forza della natura. Fuori dalle telecamere raccontano storie, situazioni drammatiche con cui sono entrati in contatto durante il servizio, e lo fanno con una carica e un'emozione che travolge.

Alla sera ripensando alla giornata sono proprio contenta di questo lavoro che mi porta a sentire e vivere le storie degli altri e che mi ricorda sempre che ognuno di noi deve credere in qualcosa per dare un senso alla propria vita. Le gioie di un abbraccio o di un sorriso mi fanno passare la stanchezza di oggi e guardare con speranza al futuro.

Il viaggio continua verso Palermo... non vedo l'ora!

Laura

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