- 29 Aprile 2019

Il Primo Maggio degli altri

Per la maggior parte delle persone il primo maggio è il giorno che si deve trovare il più possibile vicino al weekend, così se il tempo lo permette si può andare a fare il primo mare o la classica scampagnata fuori porta. La maggior parte delle persone, me compreso, probabilmente ha bisogno di andare su internet per ricordarsi che la festa è una conseguenza delle battaglie operaie americane di fine ‘800, che culminarono con i fatti di Chicago in Piazza Haymarket. La festa celebra l’ottenimento della giornata lavorativa di otto ore, una cosa normale per la maggior parte, ma a noi del Centro D’ascolto non ci interessa tanto la maggior parte, quanto gli altri. E tra gli altri in particolare, per il Primo Maggio, non posso che pensare ad una persona, una donna.

È un po’ di tempo che conosco Mirella, ed è a lei e alla sua storia che vorrei dedicare la festa dei lavoratori di quest’anno. Mirella oggi lavora di nuovo ma il Primo Maggio non sarà un giorno come un altro. È arrivata a Bologna pochi mesi fa, scappando da un paese in cui erano rimaste solo macerie, pregiudizi e brutti ricordi. Dopo avere passato qualche giorno in strada Mirella ha conosciuto il nostro Centro D’ascolto e la Mensa Padre Ernesto. All’inizio, come molti, frequentava i nostri spazi per mangiare e stare al caldo prima di un inverno che oggi sembra lontano. Con il passare dei giorni ha conosciuto i servizi sociali a cui poteva rivolgersi e ha trovato un posto in un dormitorio del Piano Freddo, ma finito il freddo, dopo il 31 marzo si è ritrovata di nuovo in strada.

Durante l’inverno Mirella ha iniziato ad integrarsi nella sua nuova realtà, non solo dal punto di vista dei servizi sociali, ma anche conoscendo persone e instaurando amicizie. A inizio marzo Mirella ha iniziato a fare le pulizie in un locale notturno del centro, i soldi non sono tanti e trovare anche solo una camera a Bologna non è facile per nessuno, tantomeno per Mirella che non ha più un tetto sotto cui dormire. La sera del Primo Maggio Mirella dovrà capire se passare l’ennesima notte sui divanetti del locale o nella sala d’aspetto della stazione centrale. Antoniano intanto, in collaborazione con i servizi sociali del territorio, sta cercando di trovare una soluzione stabile per la persona continuando ad accoglierla nei suoi spazi, offrendole il pranzo e soprattutto l’ascolto e l’accoglienza delle operatrici del Centro d’Ascolto.

Con la speranza che il prossimo anno possa festeggiare il primo maggio come la maggior parte delle persone, auguro il meglio a Mirella che, grazie alla sua storia, mi ha ricordato che anche chi ha un impiego e una vita “normale” non si deve mai scordare di continuare a fare il lavoro più importante di tutti, quello che ci rende più forti, quello dentro noi stessi.

condividi:
POST RELATED

Questo sito utilizza i cookie. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo. Clicca qui per maggiori informazioni. OK

Loading…