Il Pasto è il primo passo - 01 Agosto 2016

Una casa per tutti

Non riesco a dormire. Mi affaccio dalla finestra e vedo la vista più bella e sicura, tutto quello che per un bolognese fa casa: San Luca a sinistra, le due Torri a destra ed io di fronte a loro.
 
Casa! È esattamente questo il filo conduttore del mio lavoro come Assistente Sociale: nelle emergenze sociali, in cui operavo con persone che avevano perso la casa a causa dei terremoti, ed ora Antoniano, lavorando con persone che per vari motivi non hanno casa. A questo ho iniziato a pensare sul balcone mentre guardavo le Torri e San Luca e voglio condividere con voi i miei confusi pensieri notturni.

Ma cosa è casa?

Se volessimo tradurre dal greco la parola casa, troveremmo quattro significati, a mio avviso dimensioni unite tra loro: Kèpos in cui casa è il nido, un luogo fondato su emozioni vissute che danno elementi fondamentali per il riconoscimento di noi stessi, Oikia, il confine entro cui costruire la propria identità, Agorà che indica il luogo, la piazza entro cui si diventa adulti, ed infine Agape in cui casa significa protezione reciproca, la condivisione dei propri sentimenti con persone di fiducia, il luogo in cui l’individuo costruisce il proprio capitale sociale. Credo fermamente che in Antoniano è da questo da cui si debba partire per offrire ospitalità a chi non ha più casa, a chi non ha più una o più di queste entità.

E la struttura di San Ruffillo cerca, tramite progetti individualizzati basati sulle potenzialità di ogni ospite accolto, di ricostruire il senso dell’abitare con chi ha sperimentato la perdita della casa e/o la rottura dei legami offrendo un’accoglienza che possa far saggiare le dimensioni significanti di Dimora.

San Ruffillo è un posto di passaggio, una dimora in cui poter sostare e trovare rifugio, riparo, mentre ci si ributta fattivamente nell’arena della vita. Quando ceno con gli ospiti mi sembra di essere in una qualsiasi domenica in famiglia, ognuno aiuta a preparare la tavola, ci si chiede interessatamente come è andata la giornata, si parla di calcio e di politica… si condivide il proprio essere spirituale e materiale.

Sapere che hai contribuito, anche solo un minimo, al loro ritrovare la propria dimora, è quanto di più bello possa esserci in un lavoro come il nostro, un lavoro sociale che difficilmente si ferma all’indirizzamento della via da percorrere e che mette in gioco molte emozioni contrastanti, ma che svolto in maniera professionale e con il supporto di tutta l’équipe, e la persona in primis, può portare al cambiamento possibile non solo immaginato, ma soprattutto realizzato.

 

Lucia

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ABOUT THE BLOGGER

Lucia, 29 anni, Assistente Sociale Specialista. Occupazione: Progettare, accompagnare e sostenere le persone nel loro percorso verso l’inclusione sociale; Supportare il dialogo con i Servizi rendendo la rete più fitta ed estesa; Collaborare con l’Università coordinando un Corso di Formazione e supervisionando i tirocinanti ogni anno accolti. Segni particolari: Interista convinta, inseparabile dal nero anello (alias guarnizione di rubinetto), imbattibile a Trivial Pursuit.

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