Povertà: i 4 passi - 05 Agosto 2015

Un sorriso che porta fortuna

È il 5 agosto.
Stamattina venendo al lavoro i bar e i negozi della zona hanno tutti il cartello delle ferie appeso all’ingresso.
Nel mio palazzo i condomini hanno portato le piante in casa prima di partire per le vacanze.
Arrivo in Antoniano e la fila c’è già. Aspettano che si aprano le porte per passare la mattina da noi. Non mi vedono però, io passo dal retro e salgo direttamente in ufficio. Per fortuna che c’è l’aria condizionata, soprattutto in una giornata calda come quella di oggi.
 
Il lavoro non manca, anche se tanti servizi sono in ferie, noi ci mettiamo avanti, stiamo programmando le iniziative di settembre, ci saranno gli eventi di piazza, Città dello Zecchino d’Oro in primis con lo stand della onlus per parlare della Mensa e raccogliere fondi per sostenerla. Eppure sento il tempo dilatato. Come se questa calma della città si ripercuotesse anche sul mio ritmo lavorativo.
 
Alle 12.50 scendo giù in mensa, per incontrare qualche collega, salutare i volontari e alcuni ospiti a cui mi sono affezionata di più. Fra qualche giorno vado in ferie, anche se qui rimaniamo aperti tutto il mese, dandoci il cambio. Mi sento fortunata.
 
E mentre mi siedo ad un tavolo vuoto, in attesa che arrivino i miei colleghi, il mio vicino di tavolo mi augura il buon appetito, mi chiede: ma mangi da sola oggi? E poi si mette a parlare di sé, oggi non ha tanta fame, forse il caldo, ha lo stomaco chiuso, dice. Però il pane e la frutta li porta via, così può mangiarli più tardi.
 
Si avvicina anche un’altra ospite, abbiamo compiuto gli anni lo stesso giorno giusto qualche settimana fa, solo che io ho 12 anni più di lei, lei è ancora una ragazza. Eppure viene qui in mensa a mangiare. Tutti i giorni.
Ci offre delle caramelle, due a testa. Va via con il sorriso, non perché la sua vita sia semplice, ma perché abbiamo imparato a conoscerci e a condividere. E anche nella povertà e nella miseria, l’empatia e la condivisione continuano ad essere aspetti che fanno la differenza.
 
Ogni volta che rientro dal pranzo fatto in mensa con gli ospiti e mi risiedo al computer, sospiro e guardo la mia vita con occhi diversi. Mi sento fortunata, sono fortunata.
Non solo per le cose oggettive, perché ho un lavoro, perché ho degli amici e una famiglia, una casa dove stare, la possibilità di organizzare le vacanze. Sono fortunata soprattutto perché lavoro qui e quando mi dimentico di essere così fortunata c’è qualcuno, con il suo sorriso, che me lo ricorda.
 
Laura
 
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Lavoro in Antoniano nell’ufficio raccolta fondi: un lavoro bello che mi appassiona e che mi permette ogni giorno di vedere i frutti del mio impegno. Blogger? Oggi, per caso! Domani? Chissà!

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