- 22 Marzo 2018

Un riflessione sul concetto di Casa

Da dicembre sono un’operatrice sociale del centro di ascolto dell’Antoniano Onlus, una realtà che offre servizi indirizzati a coloro che si trovano in situazione di disagio economico, sociale e abitativo. Ogni giorno entro in relazione con persone che per svariati motivi necessitano di usufruire dei servizi di Antoniano, ed è questo contatto quotidiano che mi ha portato a fare una riflessione sulla realtà delle persone senza dimora e sul concetto di casa.

Quando si parla di Homeless si intende generalmente coloro che si trovano in una condizione di disagio abitativo in quanto privi di un'abitazione stabile, assenza che va intesa come esito di un graduale processo di impoverimento sociale, economico e relazionale della persona. Per identificare le persone senza dimora il concetto di casa ha quindi un ruolo fondamentale ed una sua definizione che trovo appropriata è quella proposta dalla sociologa Emma Corigliano, la quale introduce una distinzione tra ciò che si intende per House e ciò che invece identifichiamo con Home:
House designa la casa in senso fisico e materiale; Home invece indica il valore simbolico della casa in quanto richiama i significati psicologici e culturali con cui le persone si identificano.

In linea con questa definizione, si può osservare che i senza dimora sono privi dell'House in quanto sprovvisti materialmente di una dimora stabile, ma possono identificare l’Home sia con gli spazi pubblici, ovvero le piazze e tutti i luoghi ad accesso pubblico, sia con quelli privati, cioè nelle strutture e negli ambienti a cui hanno accesso e che tendenzialmente sono messi a loro disposizione dalla rete dei Servizi Sociali.

Lo spazio pubblico viene abitato dagli Homeless dal punto di vista fisico in quanto se ne “appropriano” portando i propri oggetti come sacchi a pelo, coperte, e altro, ma vivono questo ambiente anche in senso figurativo poiché diventa luogo di scambio e di relazione con altre persone. La piazza, ad esempio, può essere luogo di ritrovo in cui parlare, transitare e in cui dormire, e proprio queste dinamiche sono ciò che identificano uno spazio come Home. Questa identificazione avviene anche negli spazi privati, ed un esempio è rappresentato dalla sala di accoglienza dell'Antoniano di Bologna. Al suo interno le persone oltre a trovare riparo dal clima ostile e un pasto caldo, mettono in campo una serie di dinamiche sociali per cui quell'ambiente può diventare la loro Home.

La sala di accoglienza di Antoniano apre alle nove di mattina e consente a tutte le persone che ne hanno voglia o bisogno di fare colazione, di accedere al servizio di distribuzione dei vestiti, di partecipare ai laboratori migranti organizzati dal Centro di Ascolto di Antoniano in collaborazione con Arte Migrante e di accedere alla mensa per il pranzo. Chiunque può trascorrere la mattinata facendo ciò che preferisce, compreso dormire. Questa libertà segna in primis una grande distinzione tra ciò che è consentito all'interno di questo spazio rispetto a ciò che invece non viene accettato negli spazi pubblici: spesso infatti alcuni comportamenti (come dormire su una panchina) all'esterno vengono percepiti come disordine, degrado e appropriazione di un ambiente pubblico da parte di una singola persona; all'interno della sala di accoglienza questi modi di fare passano inosservati, permettendo così alle persone di ritagliarsi un momento nella giornata in cui potersi rilassare senza essere soggetti al giudizio dei passanti.

Il significato più profondo di Home sta nella possibilità di riuscire ad identificarsi in un luogo in quanto simbolicamente rappresenta legami affettivi, valori e modelli culturali. Gli spazi di Antoniano facilitano l'instaurarsi di relazioni sociali tra ospiti: se in mensa possono condividere un tavolo per consumare il pranzo insieme, in sala di accoglienza possono condividere una panchina per leggere, un tavolino per sfidarsi a carte o per partecipare ai laboratori migranti. Questi momenti di condivisione, sia degli spazi che del proprio tempo, stimolano la formazione di legami affettivi tra gli ospiti.

È importante sottolineare che per accedere a questi servizi tutti gli ospiti devono sottoscrivere un regolamento che comprende alcune brevi e fondamentali norme di comportamento da seguire all'interno degli spazi di Antoniano. L'accettazione di queste regole significa identificarsi con un sistema comune e condiviso di valori che vengono osservati per preservare la propria permanenza in questo ambiente. La decisione di sospendere per un lasso di tempo il proprio bagaglio valoriale e culturale a favore di uno differente, indica quanto l’accesso a questo spazio sia importante.

Questa dimensione di Home che ho potuto osservare lavorando in Antoniano, mi ha fatto riflettere su come la mensa, la colazione, i laboratori e il servizio di distribuzione dei vestiti, non siano percepiti come mera erogazione di un servizio, quanto come uno spazio a cui le persone sentono di appartenere.

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