Povertà: i 4 passi - 12 Maggio 2015

Una mattina al Centro d'Ascolto di Antoniano onlus

ore 8.45. Entro in ufficio. La sala d'accoglienza è ancora vuota e non si sente fiatare una mosca. Leggo il quaderno sul quale gli operatori si scambiano le informazioni e leggo le mail  che raccontano quello che è accaduto durante la notte nelle strutture di accoglienza e in strada.

Ore 9.00. Iniziano ad arrivare le prime persone e di li a poco tempo la sala d'accoglienza si riempie di voci, risate, lingue diverse, ma anche di discussioni e conflitti. La sala è colorata, calda, piena di odori diversi.. È vissuta. Mi piace moltissimo questo spazio perché spicca  subito agli occhi la voglia di creare  un luogo umano e familiare dove le persone possano confrontarsi, creare relazioni forti o semplicemente condividere un momento per sentirsi meno soli.

Ore 9.45. Fra 15 minuti inizieranno i colloqui per rinnovare la tessera per accedere in mensa. Mi piace godermi questi minuti di quiete prima della frenesia della mattinata; mi piace fermarmi a programmare la giornata, anche se in realtà so che i miei piani non riuscirò mai del tutto a portarli a termine perché ciò che rende unico il mio lavoro è l'imprevedibilità delle persone e delle richieste che ogni giorno  portano. 

0re 10.00. Iniziano i colloqui. Oggi rinnoveremo 8 tessere, ma soprattutto oggi ascolteremo 8 pezzi di vita diversi. La parola chiave nel mio mestiere è proprio ASCOLTO... un ascolto curioso e rispettoso verso chi abbiamo di fronte. A volte è difficile non farsi travolgere dalle emozioni, dalla difficoltà di alcune situazioni in cui tu stesso, forse, potresti trovarti a lottare, ma anche dalla bellezza e dalla genialità di certi sentimenti e gesti. 

Il tempo per i colloqui è sempre molto poco, ma cerco di dedicare il giusto spazio ad ognuno.

ore. 12.00. Abbiamo finito i colloqui ed è finalmente l’ora della pausa caffè. È uno dei momenti che preferisco perché ho modo di parlare con gli ospiti della mensa senza alcun tipo di barriera. Siamo io e loro che decidiamo di passare il tempo di un caffè a conversare del più e del meno o a volte in silenzio a studiarci l'un l'altro con lo sguardo. In questi momenti ho scoperto aneddoti divertentissimi ed ho imparato cose nuove che hanno arricchito il mio bagaglio personale e che, posso dire con certezza, mi hanno fatta crescere.

Ore 12.30. Inizia la fila per l'ingresso in mensa. Le persone in fila iniziano a spingere per entrare  per primi come se avessero paura di rimanere senza cibo o di non riuscire a sedersi al solito posto, un po' come al tavolo di casa propria.

Quando tutti sono entrati mi fermo a guardare la sala di accoglienza che non è più vuota come la mattina quando ancora non era passato nessuno: le sedie sono in disordine, ci sono bicchierini del caffè sui tavoli o per terra, sul termosifone è appesa una maglietta che è stata lavata poco prima, giochi di società che non sono stati risistemati… È insomma un luogo di aggregazione, vivo, dove bollono novità, cambiamenti, richieste e voglia di mettersi in gioco per cambiare.

Margherita

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ABOUT THE BLOGGER

Sono Margherita, ho 24 anni e ho lavorato nella onlus per due anni. Sono stata operatrice sociale al Centro di Ascolto dove ho sempre cercato di dare importanza ai singoli valorizzando le potenzialità individuali cercando di creare con loro un progetto che permetta loro di migliorare la qualità di vita. Ho anche coordino la struttura notturna di San Ruffillo dove temporaneamente alloggiano 21 persone.

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