- 21 Aprile 2017

Nuove sinergie al laboratorio di orto

Ciao Amici dei laboratori,
con l'arrivo della primavera qui il lavoro nell'orto aumenta.
Noi però lavorando ci divertiamo, facciamo amicizia e soprattutto... incontiamo l'altro.
Ve lo racconta Simone.
Venite a trovarci!

Sinergico:
vale a dire risultante da un apporto coordinato di fattori diversi.
Sinergia deriva dal greco e significa “lavorare insieme”. È solo tramite la cooperazione e la collaborazione che si ottiene un risultato, altrimenti non ottenibile singolarmente. Una congrua rappresentazione di ciò che si mette in pratica il martedì ed il venerdì nell’orto gestito dai Laboratori Migranti all’Antoniano Onlus. Orto sinergico, questo è il progetto. Pensare alla coltivazione di piante su quel terreno già solo un anno fa era molto difficile, anzi improbabile. Un terreno che aveva perso la sua vitalità e per ripristinarla non aveva bisogno solamente di semi da piantare e di un po’ d’acqua, ma necessitava di una vera e propria opera di bonifica. Un’operazione di rinascita. Rifiuti di vario genere ed un diffuso stato di abbandono aleggiavano su quel suolo. Pezzi di vetro, plastica e ferro non nascono naturalmente e dagli stessi elementi non può nascere un bel fiore. Parafrasando De André, dalla plastica non nasce niente. Certo, si sarebbe potuta chiamare una bella ditta specializzata per ripulire ed entro qualche mese, con l’aiuto di vari additivi chimici, trasformare quello stesso terreno in una delle cose più floride e prospere. Tuttavia, l’intento e la sfida non erano e non sono mai stati questi. Altrimenti che motivazione ci sarebbe stata? Il mantra che gli studenti di agraria ripetono ogni volta che si solca quel terreno è: “Ragazzi, noi non stiamo facendo tutto ciò per riempire delle casse di ortaggi e far bella figura. Noi non useremo sostanze chimiche, ma utilizzeremo una combinazione di colture per far rinascere questo terreno. Lo faremo in modo naturale e questo richiede del tempo, ovviamente. Non si può mettere fretta alla natura”. I ragazzi a cui si rivolgono e su cui puntano per affrontare questa avventura sono persone su cui in pochi hanno puntato; o magari una volta che la vita ha preso per loro una piega contraria non hanno più avuto a disposizione un’altra occasione. Utilizzando la metafora del terreno e della natura a cui il contesto ben si adatta, si sono ritrovati a camminare nel fango. Allora perché affidare questo compito a loro? Chi lo farebbe? Chi lo fa? Lo fanno persone consapevoli che non bisogna avere paura, soprattutto quella di fallire. Quindi non bisogna avere timore nemmeno del fango, perché dal fango può nascere e rinascere sempre un uomo. Senzatetto, migranti o semplicemente studenti interessati che collaborano. Una piena sinergia che non è solo nel lavoro pratico, ma anche di idee e di vite vissute. Fattori e persone così diverse che si prendono cura di altri elementi ed esseri viventi che per lungo tempo, come loro, non hanno potuto esprimere vita. Rappresentare questo quadro è molto difficile ed io stesso mi trovo in difficoltà nel descriverlo perché l’essere umano e la natura hanno le stesse possibilità e capacità: nascere, morire, rinascere. Vivere, cadere e ricominciare. Sono inscindibili. Oltre a dei bancali di terreno con annessa costruzione di apposito impianto di irrigazione, recentemente è stata fatta anche una piccola serra. Quel piccolo fabbricato rievoca sempre più l’immagine di una culla ed a prescindere da ciò che può essere capitato durante l’arco della vita a questi uomini, l’Antoniano ha deciso di mettergli a disposizione niente meno che una nuova vita. Oltre a rilanciare la loro, si devono occupare di altri esseri viventi. Pazzi gli operatori dell’Antoniano! Un pazzo Tommaso con i suoi Laboratori Migranti! Eppure dove lì prima c’era un pezzo di vetro, ora ci sono ciuffi d’aglio e prossimamente ci saranno i pomodori. Dove prima c’era una persona in difficoltà, ora è lui stesso incaricato di portare la vita dove prima non c’era. Ci vuole e ci vorrà del tempo, ma cosa è l’uomo se non un albero che porterà frutti a suo tempo e le cui foglie mai appassiranno. Una rinascita continua.   

Simone

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ABOUT THE BLOGGER

Sono Tommaso Carturan, ho 28 anni e vengo da Latina. Sono antropologo e cantautore. Sono ideatore del gruppo Arte Migrante che realizza attività di incontro e spettacolo di tipo interculturale e artistico con migranti e senza dimora. Arte  Migrante è presente nelle città di Bologna Modena e Torino. A Bologna coordino i Laboratori Migranti, progetto ideato e realizzato insieme ad Antoniano onlus da Febbraio 2015.

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