Povertà: i 4 passi - 30 Settembre 2016

L'importanza dei Laboratori Migranti

Ci siamo, ricominciano i Laboratori Migranti!!!

Forse non molti lo sanno, ma tutto è iniziato da un semplice passaparola, quando Mauro Picciaiola e Frate Alessandro hanno saputo che un ragazzo di Latina, Tommaso, aveva portato a Bologna una nuova forma di condivisione di tempo e cultura, con il gruppo di Arte Migrante. Così tre anni fa questa realtà è approdata presso l’Antoniano e insieme si è creato un progetto: quello dei Laboratori Migranti, che adesso è arrivato alla sua terza edizione!
I Laboratori Migranti ci accompagnano durante l’anno in attività ludiche e ricreative. Sono attività che creano momenti di condivisione non solo tra gli ospiti del Centro di Ascolto Antoniano.

Infatti i corsi organizzati da Antoniano onlus in collaborazione con Arte Migrante sono aperti a tutti e sono gratuiti. Perché?
Lo scopo dei laboratori è quello di creare momenti di condivisione libera, partecipata e spontanea. Creare un modo nuovo di imparare e di stare insieme. Le ragioni che rendono i Laboratori Migranti unici, e che possono esser considerate il loro valore aggiunto rispetto ad altri corsi, sono essenzialmente due. Ve le voglio raccontare attraverso le parole di chi li ha creati: “Siamo partiti da un incontro con i nostri ospiti per capire quali erano i loro bisogni – afferma Mauro Picciaiola di Antoniano onlus –. Le attività non sono state calate dall’alto, ma sono frutto di una decisione partecipata”. E poi ai Laboratori non si impara solo una lingua nuova o a suonare la chitarra, a danzare o tutto ciò che può offrire ogni corso, ma, come dice Tommaso responsabile di Arte Migrante: “Ai laboratori si impara anche ad incontrare l’altro, ad incontrare e a valorizzare la diversità. Si apprende la cultura dell’incontro fraterno, umano, conviviale. Ognuno impara a relazionarsi con giustizia!

Perciò i corsi, oltre ad essere una risorsa per tutti coloro che frequentano il Centro di Ascolto Antoniano, sono aperti anche a tutta Bologna. Sono seguiti sia da chi non ha le risorse economiche per potersi iscrivere ad un corso sia da chi le risorse economiche le ha, ma cerca un ambiente diverso dal classico corso impacchettato e, diciamolo, a volte anche un po' noioso.

I corsi si svolgono prevalentemente durante la mattinata, orario in cui il nostro Centro è più frequentato dalle persone che usufruiscono della Mensa Padre Ernesto. In questo modo le persone hanno la possibilità di mettersi in gioco ed esser coinvolte con più facilità nelle diverse attività. C’è chi partecipa per provare, chi per curiosità, chi, invece, ha una passione e vuole coltivarla.
Ogni laboratorio è tenuto da insegnanti, che svolgono attività di volontariato mettendo tutto il loro impegno, la loro energia e il loro cuore! Grazie a loro siamo riusciti a realizzazione tutto ciò in questi due anni e grazie all’aiuto di tutti potremo continuare a farlo. Ma oltre alla bellezza di questo grande progetto esistono altri aspetti ugualmente importanti che io e tutte le operatrici del Centro di Ascolto non perdiamo mai di vista: Le persone e i loro percorsi!

Cosa significa per noi operatrici quando una persona frequenta uno o più dei laboratori migranti?
Questo è per noi un momento fondamentale. Durante il corso si possono scoprire risorse della persona che a volte rimangono nascoste e serve solo un’opportunità o un momento in cui si è tutti uguali e liberi di scegliere per farle uscire.

Facciamo un esempio. A me piace molto la storia di un ragazzo che ha frequentato il corso di inglese: Peter nigeriano di 28 anni nella vita vive diverse fatiche quotidiane legate alla sua condizione di migrante rifugiato ma al nostro corso riesce ad avere un riscatto sociale! È il primo della classe! Peter non vede l’ora che sia martedì per riuscire ad esprimere il suo talento nelle lingue. Parla diverse lingue tra cui anche il francese. Questo testimonia quanto il progetto dei Laboratori Migranti, che il gruppo Arte Migrante realizza insieme ad Antoniano onlus, sia per molte persone un’occasione di riscatto sociale e umano.

Chissà se con Peter si può iniziare un percorso che lo porti a diventare un mediatore linguistico o a farlo iscrivere all’università di Lingue, intanto grazie a questo corso abbiamo conosciuto quali sono le sue vere capacità!
È questo che noi operatrici vediamo nei laboratori: la possibilità di creare un percorso con le persone in base ai loro desideri e alle loro qualità che, spesso, vengono fuori nei contesti più semplici e veri!!
 

Giulia

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ABOUT THE BLOGGER

Ciao, sono Giulia! Ho 27 anni e lavoro come operatrice al Centro di Ascolto. Vengo da Roma, la città eterna. Ma da quattro anni ormai sono innamorata di Bologna sia perchè ha la stessa capacità di Roma di lasciarti senza fiato camminando per le vie della città sia perchè è a misura d'uomo. Sono laureata in Servizio Sociale, lavoro al Centro di Ascolto da un anno e in questo lavoro non ci si annoia mai, ma anzi ogni giorno si impara qualcosa di nuovo.  

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