Povertà: i 4 passi - 23 Ottobre 2015

Il viaggio attraverso le mense francescane d'Italia: Palermo

Dopo quasi 7 ore di viaggio arriviamo a Palermo per conoscere fra Loris e Irene, la coordinatrice dei servizi per i senza dimora. L'atmosfera è subito speciale. Fr Loris un uomo eccezionale: con un sorriso, la battuta pronta e un pace e bene ci mette subito a nostro agio. Ci racconta insieme ad Irene come è gestito il loro servizio. Stasera 15 volontari prepareranno da mangiare e le sportine con pasta al sugo, panini imbottiti, dolci frutta e acqua per 160 senza dimora della città. Altri 10 con furgoni e macchine li distribuiranno tra la stazione centrale e altre tappe in città.

Stasera mi aspetta un tour speciale.

Si inizia a preparare la cena alle 16.30, alle 19 si è pronti a partire. Riccardo, Antonietta, Maurizio, fra Loris e altri 7 volontari ci portano in giro raccontandoci le loro esperienze e il perché continuano a prestare servizio in strada. Ci raccontano anche le storie delle persone che incontriamo in strada, storie di povertà, di perdita del lavoro, di divorzi, di sfratti, di dipendenze, di abbandono, di immigrazione.

Palermo è una metropoli, terza città d'Italia per numero di senza dimora, settima città per popolazione. E come tutte le metropoli la povertà nelle sue forme più profonde si fa sentire.

Incontriamo Elena, suo marito, artigiano ceramista per tanti anni, perde il lavoro a causa di un infortunio. Da benestanti, con 6 figli a carico, c'è la discesa più nera, sfratto esecutivo, distacco della luce e dell'acqua.
Elena mi dice che non ha perso la speranza nel futuro. Si augura di poter provvedere nuovamente alla sua famiglia come ha fatto in passato.

Ore 19.30 stazione centrale. 146 persone si mettono in fila davanti al furgone, fra Loris abbraccia e saluta tutti chiamandoli per nome, stringendo mani, dando pacche sulle spalle. Poi prende altri 5 pasti e ci guida dentro la stazione per portare da mangiare ai senza tetto più malconci che non ce la farebbero a venire al furgone. Conosciamo Angelo, un ultrasessantenne da un anno in strada. Ha quattro figli che non si possono prendere cura di lui, ci dice.

La distribuzione continua in altri rioni dove fra Loris sa che lo aspettano. Sentiamo altre storie, conosciamo altre persone come Mohammed, marocchino in Italia dal 93. Qual'è il lavoro più durò che hai fatto in Italia, gli chiedo. Raccogliere pomodori. I pomodori sono tanto dolci ma sono anche cattivi. Ti distruggono le mani, le ginocchia, la schiena, il sole ti stordisce, tutto il giorno inchinato, la terra è troppo morbida. Oggi Mohammed ha 50 anni e ne dimostra 80. Un tumore alla bocca gli impedisce di masticare. Fra Loris gli porta una busta con dei cartoni di latte.

Ecco, oggi torno a casa desiderando di poter fare di più.

Laura

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