Povertà: i 4 passi - 18 Ottobre 2016

A ogni famiglia, la sua casa.

Quando abbiamo aperto la mensa anche la sera per lefamiglie che accogliamo, sono arrivate tante nuove persone in Antoniano. Soprattutto, con le famigliesono arrivati tanti bimbi. I nuovi arrivi, come spesso succede, hanno portato scompiglio, problemi, tantolavoro in più, ma anche grande entusiasmo e gioia, per tutti.

In pausa pranzo Silvia, una delle operatrici, gioca con Jori, Mary e Raul, i bimbi più grandi delle famiglie accolte. Fanno un gioco semplice con i gessetti colorati nel chiostro antistante la chiesa. Giorgia, una giovane operatrice sociale, parla con le mamme e i papà per rassicurarli, mentre la piccola Sully, una bimba di pochi mesi, la chiama con la mano dalla carrozzina.

Cerchiamo di essere presenti ogni giorno per loro, anche nei momenti di vita quotidiana, come i festeggiamenti per un compleanno, le visite mediche, la ricerca e l’inizio di un nuovo lavoro.
Insieme al loro sorriso di oggi è doveroso pensare anche al loro futuro e alle piccole cose che rendono la vita di una famiglia e di un bimbo serena.
Per questo, è nata l’idea della ristrutturazione della Mensa "Padre Ernesto", perché ridare dignità a ogni persona era il sogno di Fra Ernesto, il fondatore della mensa, ed è la nostra missione quotidiana.

Una persona che vive in strada, che non ha un posto dove vivere, che ha pochi oggetti suoi, tende a dare un significato più grande alle piccole comodità e al senso di accoglienza e di calore che un luogo può comunicare.

Nella progettazione della nuova mensa abbiamo tenuto conto di questa necessità. Abbiamo pensato a degli spazi che trasmettano un senso di calore e di accoglienza e che facciano sentire chi viene in mensa proprio come in una vera casa. Una casa che possa diventare il posto degli affetti, dove cresce e si sviluppa la nostra identità e dove è possibile risposare, essere se stessi, stare tranquilli. Per un bambino che muove i suoi primi passi e sviluppa la sua personalità, l’ambiente, i colori, diventano ancora più importanti. Così dopo molte discussioni e confronti, durante il mese di agosto, abbiamo spostato il servizio del pranzo e della cena nella sala dove facevamo le riunioni di solito e abbiamo dato inizio ai lavori di ristrutturazione della mensa. Non è stato semplice per la cuoca e i volontari che hanno dovuto affrontare diverse difficoltà organizzative e hanno fatto molto lavoro per distribuire al meglio i tavoli e le sedie nel nuovo spazio provvisorio, ma pian piano ce l’abbiamo fatta e i lavori per la mensa sono iniziati.

Sfruttando al meglio le qualità dello spazio preesistente, progettiamo di sostituire i pavimenti, ripulire le pareti e rinfrescare la pittura. I riquadri che illustrano la vita dei Santi all’ingresso, sembrano già avere un altro aspetto, i colori sono più vivi e brillanti, prima invece passavano del tutto inosservati. L’intero ambiente è diventato più luminoso. Entrare in mensa oggi mentre fanno i primi lavori per me è un a grande emozione.

Adesso mancano i tavoli e le sedie, il lavoro deve continuare, ma speriamo di poter finire presto e di trovare le risorse che servono per dare così un posto più casa, che non umilia e che non faccia sentire estraneo nessuno, un posto che i bambini potranno disegnare con tanti colori diversi.

condividi:
POST RELATED

ABOUT THE BLOGGER

Alessandro Caspoli, frate minore, di origine romagnola, dal 2003 è direttore dell’Antoniano di Bologna. La sua formazione teologica è presso lo Studio S. Antonio di Bologna e prosegue gli studi in Scienze della Comunicazione presso al Pontificia Università Salesiana. Dopo alcuni anni di lavoro a Roma presso il quartier generale dei Francescani, a Bologna rilancia Radio Tau Bologna come radio di informazione della città prima di prendere in mano la struttura Antoniano.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Privacy

Questo sito utilizza i cookie. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo. Clicca qui per maggiori informazioni. OK

Loading…